|
Informazioni |
|||
|
La
Natura |
|||
|
Cultura |
||||
|
Ricettività |
|||||
|
Servizi
e Varie |
||
|
DA
VEDERE |
||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||
GEOLOGIA A PANAREA
L'assetto
geologico della porzione emersa di Panarea è il risultato di un'attività
vulcanica piuttosto articolata sviluppatasi in un intervallo di tempo compreso
tra circa 200.000 e meno di 10.000 anni fa.
Lo stile dell'attività vulcanica è caratterizzato principalmente
dalla messa in posto di duomi e, subordinatamente, di colate laviche e dicchi.
I primi prodotti affioranti sull'isola sono riferibili allo stadio di attività
vulcanica indicato come Paleo-Panarea e sono rappresentati da corpi duomici
a composizione andesitico-dacitica del settore settentrionale, e da alcune
colate laviche coperte da brecce piroclastiche affioranti esclusivamente
lungo il settore occidentale.
Nel settore meridionale, quasi contemporaneamente, è attivo un centro
caratterizzato dalla messa in posto di piroclastiti, colate laviche andesitiche
e, nella sua fase finale, di due corpi duomici a composizione dacitica.
Segue quindi un'altro stadio la cui attività è ancora prevalentemente
duomica: alcuni di questi duomi formano una dorsale a composizione andesistico-datica
che va da Castello di Salvamento verso Punta Falcone, da un lato, e verso
Punta Muzza dall'altro. Quasi contemporaneamente altri duomi si mettono
in posto nel settore centro-orientale dando origine ai rilievi dacitici
di Punta Falcone e della località la fossa. Chiude questo stadio
una attività filoniana a composizione andesitica ben evidente sulla
costa a falesia del versante nord-occidentale e in corrispondenza di Punta
Milazzese.
Dopo
una stasi, l'attività vulcanica riprende nel settore nord-occidentale
con la messa in posto di un grosso duomo dacitico caratterizzato da grandi
e potenti colate laviche che si dipartono dal corpo centrale: una di queste
apofisi è ben rappresentata dalla colata andesitica di Costa del
Capraio che da Cardosi arriva a Piano Milazzese. Durante tale fase effusiva
si registra una contemporanea, ma limitata, attività piroclastica
testimoniata dalla messa in posto sia di scorie andesitiche, che affioranti
fra Punta Falcone e punta del Corvo, sia di pomici dacitiche affioranti
nella zona di Castello del Salvamento.Le testimonianze di di quest'ultima
attività non sono facilmente osservabili in quanto l'area è
sede della discarica pubblica dell'isola, tuttavia pmici e scorie a composizione
dacitico-andesitica, relative a questo episodio, sono abbastanza disperse
in tutto il settore settentrionale e centrale di Panarea.
Da questo momento in poi l'attività vulcanica tende a spostarsi nel
settore sud-orientale dell'isola, quest'ultima attività è
testimoniata dalla presenza di un livello di conglomerato marino formato
da grossi ciottoli arrotondati, presente, a una quota di circa 20 m sotto
il livello del mare. Tutta la parte orientale risulta sicuramente sprofondata
sia da profili geofisici sia dal reperimento di reperti archeologici.
Allo stato attuale delle conoscenze si può inoltre ipotizzare l'esistenza
di un cratere, circoscritto agli scogli andesitico-dacitici di Dattilo,
Lisca Nera, Bottaro, Lisca Bianca e Panarelli che avrebbe dato luogo ad
una attività piroclastica testimoniata da livelli di lapilli scoriacei,
di prevalente composizione andesitico-basaltiche rinvenibili su tutta Panarea
ed anche su Basiluzzo e sugli scogli. Successivamente l'attività
esplosiva dovrebbe terminare con la parziale distruzione del cratere a cui
è associata la messa in posto di ceneri fini ocracee andesitico-basaltiche
rinvenibili su tutta Panarea ed anche su Basiluzzo e scogli. Attualmente
l'unica evidenza a terra di attività vulcanica è limitata
alle deboli fumarole della Calcara; molto più scenografica è
l'attività fumarolica sottomarina esistente sui fondali del tratto
di mare compreso fra gli scogli di Dattilo, Lisca Nera, Bottaro e Lisca
Bianca, una attività abbastanza intensa che, in caso di mare molto
calmo, può essere vista anche dalla superficie con una normale maschera
da sub.